© Olivier Minotti 2014
Dott. Olivier Minotti  Spec. FMH Chirurgia ortopedica
Ginocchio 
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Risonanza magnetica
Legamento crociato posteriore

Legamento crociato anteriore

ROTTURA LEGAMENTO CROCIATO ANTERIORE Il legamento crociato anteriore (LCA) é composto di fibre elastiche tese al centro del ginocchio tra tibia e femore. Il  LCA ha la funzione di evitare lo spostamento anteriore della tibia rispetto al femore.  E un importante stabilizzatore  del ginocchio. La rottura del LCA é frequente e conseguente ad una distorsione soprattutto durante la pratica sportiva (calcio,  sci,…).    Il calciatore in generale si rompe il legamento quando, con il quadricipite contratto e il piede bloccato al  suolo, il ginocchio effettua un  movimento di torsione.  Spesso il paziente sente il “crac” nel suo ginocchio.  Il  dolore può essere immediato e il ginocchio può gonfiarsi a seguito di un sanguinamento all'interno  dell'articolazione; dopo alcuni minuti, tuttavia se la lesione è isolata, il calciatore può rialzarsi e camminare. Il  dolore è di intensità variabile, in quanto determinato dalla presenza più o meno cospicua di versamento articolare. La diagnosi di rottura del LCA può già essere posta dallo specialista su base dell'esame clinico. Una radiografia  viene effettuata soltanto per escludere lesioni ossee.  Per valutare le lesioni legamentose, meniscali e/o  cartilaginee, la   risonanza magnetica è l'esame di scelta. Dopo alcuni giorni il dolore diminuisce per poi scomparire al punto che alcuni pazienti non consultano nemmeno il  medico. La rottura del LCA crea una instabilità con insicurezza alla pratica sportiva.  Il rischio nel praticare sport  con una rottura del legamento crociato anteriore è quello di continuare ad avere distorsioni che possono portare,  in alcuni casi e dopo circa 20 30 anni, ad un’artrosi   (usura della cartilagine). Lesioni dei menischi sono spesso  associate alla rottura del LCA.  In seguito ad una rottura del LCA anche se non operata, le attività di tutti giorni possono essere svolte  regolarmente . Invece più l’attività fisica o sportiva è importante più l’instabilità si manifesta per esempio sotto  forma di cedimenti. Per questi motivi, nel paziente giovane o molto attivo o sportivo, viene proposto un intervento di ricostruzione  legamentare. Le tecniche chirurgiche  che mirano a ricostruire il legamento crociato anteriore si eseguono attualmente in  artroscopia. Nella maggior parte dei casi, si ricorre ad un prelievo tendineo del paziente stesso. I tendini più  comunemente utilizzati sono la parte centrale (terzo medio) del tendine rotuleo oppure i tendini semitendinoso e  gracile.   Il trapianto prescelto è quindi posizionato all'interno dell'articolazione del ginocchio e fissato al femore e  alla tibia con una vite ad interferenza o altri sistemi.  In alcuni casi selezionati (dove la lassità è molto importante)  è necessario aggiungere un "rinforzo" tendineo extra articolare per proteggere il trapianto.  Numerosi studi scientifici hanno ampiamente dimostrato come la semplice sutura del  legamento crociato anteriore rotto  o l'utilizzo di un  legamento artificiale non siano delle tecniche soddisfacenti.   Le complicazioni possibili dopo un intervento di ricostruzione del LCA sono molto rari: pensiamo all'infezione  dell'articolazione che necessita di lavaggi artroscopici, alla riduzione della mobilità del ginocchio (anchilosi o  artrofibrosi) che necessita di mobilizzazione in narcosi dell'articolazione o di una artroscopia per rimuovere  aderenze cicatriziali.  ROTTURA LEGAMENTO CROCIATO POSTERIORE Il legamento crociato posteriore (LCP) è il secondo importante legamento intraarticolare del ginocchio e si trova dietro il legamento crociato anteriore tra i due condili femorali e unisce  la tibia con il femore. Il LCP ha la funzione di stabilizzare il ginocchio e in particolare di prevenire lo spostamento posteriore della tibia in rapporto al femore (“cassetto posteriore”). La rottura del LCP è molto più rara del LCA (circa 8-10% di tutte le lesioni legamentosi grave del ginocchio). La lesione del LCP è generalmente la conseguenza di un importante traumatismo diretto sulla parte anteriore della tibia che provoca ,quando il ginocchio è flesso a circa 90°, uno spostamento posteriore della tibia sul femore rompendo il legamento. Questo meccanismo si riscontra per esempio quando il ginocchio batte il cruscotto anteriore durante un incidente stradale a scontro frontale oppure quando si cade da una certe altezza il ginocchio in flessione. Il LCP può anche essere la conseguenza di una distorsione in iperestensione del ginocchio. Le possibili conseguenze residuale di una rottura del LCP sono: rischio aumentato di sviluppare un artrosi mediale o femoro-patellare o una lesione meniscale. Sintomatologia: Dolore , gonfiore e diminuzione dell’arco di mobilità del ginocchio sono i sintomi non specifici più frequenti. A volte i sintomi possono essere sottovaluti al punto che la rottura non verrà scoperta. Importante è conoscere il meccanismo dell’infortunio. Spesso la rottura del LCP è associata ad altre lesioni legamentose o meniscali. Nella rottura isolata del LCP l’instabilità spontanea non è la regola ma l’esame clinico permette di riscontrarla. Il cassetto posteriore il ginocchio flesso a 90° è il test più sensibile per scoprire una lesione del LCP. Lo spostamento di circa 1 cm posteriormente della tibia in rapporto al femore è tipico e scompare alla contrazione del quadricipite.    Esami diagnostici:  La radiografia permette di escludere un eventuale frattura come per esempio un avulsione ossea del LCP. La radiografia sola non permette di confermare la rottura del LCP. Una radiografia dinamica che riproduce il cassetto posteriore permette di misurare l’importanza di tale cassetto.  La risonanza magnetica è l’esame di scelta per valutare una rottura del LCP. Permette di valutare con grande precisione la localizzazione e il tipo di lesione e di diagnosticare eventuale lesioni associate (menisco, cartilagine, altri legamenti) L’artroscopia diagnostica non è necessaria per diagnosticare la lesione isolata del LCP ma può diventare utile per trattare un eventuale lesione meniscale riscontrata alla risonanza magnetica. Trattamento:  La rottura del LCP è meglio tollerata che la rottura del LCA soprattutto se la lesione è isolata . Perciò in caso di rottura isolata del LCP di regola il trattamento sarà di tipo riabilitativo senza intervento chirurgico. Dopo un breve periodo di riposo con carico parziale e eventualmente immobilizzazione con stecca in estensione si dovrà iniziare (dopo 10 giorni ca) con un programma riabilitativo intensivo con lo scopo di ricuperare la mobilità e di rinforzare la muscolatura del quadricipite. L’uso di stampelle è consigliato durante circa 4 settimane. Dopo un trattamento conservativo, nel 80% dei casi il paziente ritrova un livello di attività sportiva identico a quello che aveva prima dell’infortunio. Raramente il trattamento è chirurgico in caso di lesioni associate o in caso di instabilità cronica mal tollerata.